I mercati finanziari globali sono sotto forte pressione, causata da un enorme aumento dei costi energetici. Martedì, i principali indici borsistici europei hanno registrato cali significativi. In particolare, l'indice di riferimento tedesco, il DAX, ha perso temporaneamente oltre 700 punti, scendendo al di sotto della soglia dei 18.000 punti. Gli osservatori del mercato hanno attribuito questo andamento principalmente al timore di una prolungata crisi energetica e delle sue conseguenze sulla congiuntura economica mondiale.
Nei mercati delle materie prime, i prezzi dei combustibili fossili sono aumentati improvvisamente. Il prezzo del gas naturale europeo è salito a oltre 50 euro per Megawattora presso la borsa di Amsterdam. Parallelamente, il petrolio greggio di qualità Brent si è notevolmente apprezzato, alimentando i timori degli investitori riguardo all'inflazione. Nel Regno Unito, il Cancelliere dello Scacchiere Rachel Reeves ha nel frattempo presentato previsioni economiche incentrate sulla stabilità fiscale, mentre il Primo Ministro Keir Starmer si è occupato delle sfide diplomatiche nei rapporti con gli Stati Uniti e della situazione in Iran.
L'incertezza sui mercati è ulteriormente alimentata dalle tensioni geopolitiche. Gli analisti sottolineano che la Volatilit potrebbe rimanere elevata finché non si vedrà un allentamento sul fronte energetico. Oltre ai titoli energetici, anche le azioni cicliche sono state soggette a pressioni di vendita, poiché gli investitori temono un rallentamento della domanda industriale. La situazione nei mercati delle criptovalute e in altre classi di attività è rimasta tesa a causa della generale Risikoaversion.